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November 26th, 2007
04:59 pm - Mercoledì 28:Larkin Grimm (USA) + Mark Hamn (ITA) @Villanova - Rassegna Interzone Per la Rassegna di Suoni Indipendenti INTERZONE / musiche del nostro tempo, l'agenzia di Servizi per l'Arte e lo Spettacolo Artesia, l'associazione culturale :alternativa.mente: e il Villanova, presentano:

mercoledì 28 novembre c/o Taverna Villanova, in Via Basento a Pulsano (Taranto)
LARKIN GRIMM weird folk / USA & MARK HAMN ambient / folk / ITA in concerto!
start: h 22.30 ingresso: 3 €
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LARKIN GRIMM
Mini-bio Larkin Grimm nasce a Memphis, cresce nelle colline ai piedi dei Monti Appalacchi e vive ora Providence. E' una preziosa scoperta della Secret Eye di J. Alexander dei Black Forest Black Sea. Possiede una voce intensa e sicura, piena di soul e folk insieme. Oltre alla chitarra suona dulcimer, pennywhistle, campane e percussioni. Autrice di folksongs rustiche e psichedeliche insieme ricche di sfumature ed eccentriche sonorità.
Recensioni LARKIN GRIMM Harpoon (Secret Eye) 2005 Strana, stra(lu)na(ta) ragazza, Larkin; il suo mondo ti accoglie naive, denso e surreale di colori pastello squarciati, qua e là, da vulcani rosso porpora su tramonti rosa antico, e blu cangianti fondali di vissuto, come nella sua homepage. La sensazione è, in un’antitesi apparentemente inconciliabile, di costante amoreggiare di cielo e terra, etere e carne, acqua e fuoco, come un’irresistibile attrazione tra poli dalle cariche opposte. La risultante è esclusiva e suggestiva: una voce che sa essere, al contempo, esile e profonda, desta e sognante, accostata all’orecchio e lontana come un’eco evanescente. Larkin, nata a Memphis, cresce ai piedi degli Appalachi, in una famiglia di cantanti e violinisti, contesto stimolante e ricco di sfumature da guardare incantati, collezionare, e lasciarsene liberamente ispirare nella produzione di "Harpoon Baptism", disco d’esordio, dopo la militanza nei Dirty Of Projectors. L’intro è un delicato convivio di voce, dulcimer, campanellini, ogni tanto visitato da fischiettii elfici; il registro cambia nella seconda traccia ("Going Out"), sorta di mantra della terra, abilmente cadenzato dalla batteria e riverberato da agresti rumori di fondo. La tradizione folk signoreggia in "Pigeon Food", deliziosa fiaba di uccellini piccoli e teneri, per toccare punte di visionaria e celeste psichedelia nella lunga "Future Friend", in cui l’artista pare accarezzar/si esplorando ogni tonalità, dalla più sussurrata alla più virante verso il Sublime alto. Dalle radici di secolari alberi sale il cantato quasi a cappella della title track, immagine, nascosta ai più, di streghe esotericamente affaccendate a preparare rituali della fecondità; dopo l’esorcizzante ninna-nanna al dulcimer di "Don’t Come Down, Darkness" e la mitchelliana "Touch Me, Shaping Hands", chiude "White Water", soavemente strimpellata alla chitarra e cantata ai piedi di un ruscello rilucente di bagliori lunari. E' questo il primo passo di Larkin, che, dopo aver timidamente spiato dall’uscio le Signore Joni Mitchell, Linda Perhacs e la stessa Vashti Bunyan, incede dignitosamente nel focolare/folk. (Mimma Schirosi, Onda Rock, http://www.ondarock.it/recensioni/2005_larkingrimm.htm)
LARKIN GRIMM The Last Tree (Secret Eye, 2006) Larkin Grimm appartiene ad una generazione che cerca di mantenere vive tradizioni che per molti appartengono al passato. Amore per la campagna, per i viaggi intorno al mondo, per lo spirito hippie, etc. Basta vedere le foto sul suo sito web per rendersene conto. Folk con attitudine punk verrebbe da dire, intendendo per quest’ultima un legame con una generazione che per anni ha vissuto volutamente ai margini della società. Per nulla sprovveduti (tutti hanno un sito web e un profilo aggiornato su myspace) questi nuovi folksingers stanno conquistando sempre più pubblico indie. Punta dell’iceberg è Devendra Banhart, diventato quasi una star, ma come spesso capita in questo tipo di fenomeni, cercando nel sottobosco si trovano i nomi più interessanti. Larkin Grimm è una gemma rara e “The Last Tree” è il suo secondo disco. Dentro ci sono dodici canzoni che mettono i brividi tanto riescono ad essere crude e a far sognare allo stesso tempo. Subito, nella prima omonima canzone dell’album, Larkin consiglia di seguirla nell’oscurità perché ‘light comes strong and fast but I’m afraid it’s never going to last’ mentre suoni di violini accompagnano quelli della sua chitarra acustica. “I Killed Someone” è una murder ballad raccontata da una donna solo voce e chitarra e “The Most Excruciating Vibe” è una canzone sull’amore fisico che farebbe impallidire qualsiasi bluesman. Nelle note di copertina Larkin ringrazia tutte quelle persone che hanno offerto un letto ad un viaggiatore, oltre all’Universo e una schiera di nomi che da soli basterebbero a far capire le amicizie e le influenze musicali di Larkin: Michael Gira, Marissa Nadler, Devendra, Espers, Spires That in the Sunset Rise. (Roberto Mandolini, Losing Today, http://www.losingtoday.com/it/review...3&band_alpha=l)

Links http://www.larkingrimm.com/ http://www.myspace.com/larkingrimm
Mark Hamn
Mini bio Mark Hamn è lo pseudonimo di Francesco Giannico, nato a Taranto nel 1981, laureato in Beni Musicali all'Università di Lecce. Dopo anni passati a rumoreggiare, passando per esperienze anche diverse dall'elettronica (noise, indie) e successivamente a studiare i vari software di creazione musicale, ha elaborato un concetto tutto suo di elettronica sperimentale, che lo vede interagire con oggetti tra i piu' disparati, oltre che con una vecchia amica chitarra che non vuole assolutamente abbandonarlo neanche in questo genere musicale, sebbene la sua presenza sia piu' eterea e difficilmente riconoscibile. Mark Hamn ha pubblicato on line vari lavori utilizzando sempre nomi differenti ,Vranje, Bertrandt, Brand ono pram e l'ultimo e definitivo Mark Hamn.
Recensioni
MARK HAMN
Je Déchire L'ongle Aux Criminels
(Bar La Muerte/ Afe Records, 2007)
Non abbiamo il piacere di conoscere le varie pubblicazioni per net-label di Mark Hamn (al secolo Francesco Giannico, ventiseienne di Taranto), ma questo suo debutto "ufficiale" è, ad ogni modo, sintomatico di un cammino che può già dirsi importante, di una ricerca che va incoraggiata perché, nonostante la maturità artistica sia ancora di là da venire, è pur vero che all'interno del panorama elettronico-sperimentale italiano, il Nostro ci sembra possa tranquillamente meritare un posto di primo piano. L'uso della chitarra, lo sfondo ambient/elettronico, la tensione verso una sorta di folk post-umano, le screziature glitch costituiscono, dunque, mondi paralleli attraversati da respiri digitali ("Les Justes"), dove la coabitazione tra laptop, field recording e guitar treatment si fa metafora di una compenetrazione ideale tra il richiamo della terra (lo scrosciare dell'acqua, gli stridori metallici, le voci fantasma) e le evocazioni digitali che sembrano squadernare, senza alcun timore, senza alcun pudore, il riverbero della memoria lungo qualche sentiero interrotto ("À Partir Est D'ici La Seule Solution"). Essenziali, allora, la spazializzazione del suono, lo sconfinamento verso un "oltre" imprevisto, ma carico di misteri inebrianti ("Le Besoin De La Réflexion"). Giannico ha talento, è evidente. Sa abbandonarsi senza lasciarsi travolgere dalla forza evocativa, dal valore immaginifico del ronzio-tremore di una nube di suono. Ed è in questi momenti ("La Charnière Du Temps") che il disco imbocca definitivamente la strada dell'onirismo più puro e impalpabile, lasciandosi dietro tutte le variazioni-tentazioni "rumoriste", quasi fossero accidenti di un corpo sonoro intrinsecamente impalpabile. Ma in quanto creatura essenzialmente ambigua, "Je Déchire L'Ongle Aux Criminels"" non può fare, comunque, a meno di mostrare anche il suo lato più disturbante ("Malaises Douces", le strutture amorfe e il puntillismo aleatorio di "Le Vent Fait Un Tour En Dehors À La Notification De Moi" e, infine, "Automatism De La Dernière Heur", con miniature ritmiche e mosaici di micro-bolle che sorgono ed esplodono dentro un vuoto pneumatico). Giannico ha talento, e siamo quasi sicuri che non ci metterà molto a partorire il suo personale capolavoro. (Francesco Nunziata, Onda Rock, http://www.ondarock.it/recensioni/2007_mhamn.htm)

Links markhamn.splinder.com http://www.myspace.com/markhamn
evento caldamente consigliato dalla webzine ondarock e dal mensile di musica e concerti live music club
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November 23rd, 2007
09:49 am la cooperativa sociale robert owen e l'associazione culturale :alternativa.mente: presentano un altro imperdibile appuntamento con la musica indipendente!
I nostri sforzi si sono davvero moltiplicati per offrirvi un doppio concerto di due band, gowns e father murphy, appena chiamate sul prestigioso palco di time zones, la rassegna più importante del sud italia, che da ventidue anni ormai si muove lungo il confine tra rock e avanguardia, ospitando alcuni degli artisti maggiormente rappresentativi del momento insieme a giovani promettenti realtà.

venerdì 23 novembre c/o Coop. Owen, C.da Pasone 1 S.Giorgio J. (Taranto)
GOWNS post rock / folk / elettronica / USA + FATHER MURPHY psychedelic rock / elettronica / ITA in concerto!
start: h 22.30 ingresso: 3 €
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evento caldamente consigliato dalla webzine ondarock e dal mensile di musica e concerti live music club
Informazioni
GOWNS Si chiamano Gowns e sono Erika Anderson, Corey Fogele e Ezra Buchla. E in più Ezra è figlio di quel misterioso Mister Buchla che ha dato il nome ad uno dei primi sintetizzatori modulari facendo la storia della musica elettronica.
La storia dei Gowns comincia a Los Angeles, una città nella quale vivevano fino a due anni fa, quando cominciarono a suonare assieme col nome di Gowns. La band nasce dal tentativo di sintetizzare molti tipi di interessi musicali: il minimalismo formale e l'elasticità del folk, le abrasioni dell'era anarco-punk, il lirismo del grounge e l'alienazione delle tecniche anti-umane realizzate con i moderni digitalismi. Il loro desiderio era quello di scrivere canzoni che facessero impazzire l'ascoltatore col pensiero di averle già sentite prima, facendo riaffiorare memorie e fantasie dell'adolescenza e dell'infanzia, proprio come accadeva quando si ascoltavano le band grounge alla radio del college. Ben presto, però, decidono di non usare sample, ma solo il respiro umano che vien fatto passare direttamente nelle macchine. Questo è ben documentato dal primo ep della band, "Dangers Of Intimamcy", uscito su etichetta Folktale (una label che pubblica solo cdr con artwork realizzato in modo artigianale). Hanno suonato parecchio in giro, all'inizio senza grande successo perchè il loro gospel-duo dal suono digitale rotto e di stampo cantautoriale non convinceva le platee: troppo strutturato per essere noise, troppo avventuroso per essere rock, troppo abbozzato per essere folk e troppo semplice e diretto per essere free. La registrazione del primo disco ha seguito gli scontri di genere che convivono nel progetto per poi giungere ad un risultato decisamente convincente. L'arrivo di un percussionista ed il lavoro di focalizzazione sulle parti del computer hanno poi reso il loro suono più psichedelico.
Recensioni
GOWNS – RED STATE (2007) Dimenticate i Mae Shi. L'ex cantante Ezra Buchla e l'ex batterista Corey Fogel li hanno lasciati per mettere su casa con Erika Anderson, ex chitarra degli Amps for Christ. E fanno cose radicalmente diverse con spirito radicalmente diverso. Buchla suona strumenti elettronici e archi e occasionalmente presta voce, Fogel manovra le percussioni e la Anderson canta e suona la chitarra. Le dieci canzoni del cd hanno apparenza semiacustica, sono lente e inquiete, sono cantate in punta di voce ma come urla represse, sono disturbate da intromissioni elettroniche e appaiono infine come una variabile tra Cat Power, Carla Bozulich e Fennesz… "Red State" è un disco certamente aspro e difficilmente compromissorio ma non elude mai, neanche nei momenti più introversi (la bellissima Cherylee), una dimensione stupefatta ed elegiaca, come se anche nei recessi più inconfessati della mente rimanesse spazio per un soffio di speranza. I capolavori dell'album sono le lunghe White Like Heaven e Mercy Springs, che proprio l'aiuto di Carla Bozulich in sede di mixing (nella prima delle due) rende vicinissime ai momenti migliori di "Evangelista": due cupi e disastrati crescendo improvvisativi di secrezioni elettroniche, archi amplificati, chitarre e percussioni sparse. Ed è proprio a quanti hanno amato l'ultimo album della Bozulich ma ne preferirebbero una versione più cauta e commestibile che quest'autorevole e risoluta opera prima è principalmente indirizzata (8) Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up, marzo 2007
Con l'obiettivo di sintetizzare, o quanto meno far coesistere i rispettivi background, che spaziano dal punk anarchico (e sta a vedere che ne è davvero esistito uno…), al Grunge (lo dice Ezra Buchla, giuro), all'elettronica digitale, i Gowns confezionano questo piccolo gioiello di post/rock folk isolazionista, quanto di più alieno potessero concepire considerate le band di provenienza. E certamente si può iscrivere all'albo delle musiche passionali, quelle "fatte" artigianalmente, anteponendo il cuore al ragionamento. Lo palesa in seconda battuta "Rope", abulico slow-folk alla morfina con tanto di raddoppio vocale a indurre catalessi senza ritorno. Poi quell'elettronichetta che fa tanto amatoriale, s'insinua disturbante qua e la senza avvertire, quando l'assoluta purezza folk parrebbe rifuggire qualsivoglia ipotesi digitale. E non riportiamo esempi, perché "Red State" è giocato interamente su questa straniante dicotomia.
Ciò lascia intendere che c'è passione, indubbiamente, ma anche testa, pop in acido, come suoni non proprio commestibili in qualche caso. A dire che alla bisogna, i nostri dimostrano finanche un discreto eclettismo, altrimenti non sapremmo spiegare i quasi otto minuti di "Mercy Springs", oscura suite per echi stonati, ovvero clangori post'industriali in odor di Zoviet France/P16.D4 (non scherzo); come pure la notevole "Advice" subito dopo. Si chiude lacrimando con la bellissima "Cherylee", rapsodia implosa strutturata su di un minimale refrain pianistico. Antonio Ciarletta (7/10) - http://www.ondarock.it/recensioni/2007_gowns.htm
Link http://www.myspace.com/gowns http://music.calarts.edu/~ebuchla/gowns/
FATHER MURPHY In una calda calda estate, il reverendo Murphy ebbe due figli: Freddie e la piccola Chiara Lee. Dopo essersi addormentati per alcuni anni, Freddie a Brooklin e la Lee in Cina, finalmente si ritrovarono a Venezia, dove il vicario Vittorio Demarin, incarnazione dell'eroe biblico GVitron, li battezzò.
L'avvenuta conversione non poteva che confrontarsi con le quaranta notti e i quaranta giorni passati sfidando le tentazioni di Satana nel deserto. Solo al termine di questo periodo le Rivelazioni avrebbero potuto aprirsi nel loro messaggio più grande.
I Father Murphy sono Freddie, Chiara Lee e il vicario Vittorio e suonano dal vivo strumenti giocattolo, o strumenti suonati come tali. La Lee utilizza esclusivamente vecchie diamoniche italiane o tastiere giocattolo cinesi, quanto Vittorio non si sottrae all'ubiquità del suo contemporaneo utilizzo di un piccolo set di batteria coordinato alle tempistiche di un violino antico che adesso è forse diventato una viola…e Freddie…il Rev. Freddie altro non è che un uomo che canta una canzone tra questo mondo e quell'altro…
Dopo più di 50 date negli ultimi due anni, un lungo tour tedesco e la partecipazione ai maggiori festival estivi italiani, Father Murphy si sta preparando ad attraversare le Alpi, direzione Francia, e alla sua prima diretta televisiva, a Larsen, per il canale satellitare della Rai, approfittando per presentare uno split appena uscito per Madcap Collective che lo vede affiancato al fantasmagorico Lorenzo Fragiacomo.
Recensioni
FATHER MURPHY – SIX MUSICIANS GETTING UNKNOWN (2005) Father Murphy è pazzia. Potrei anche cavarmela con queste quattro parole e chiudere il capitolo recensione Father Murphy, ma sono sincero, non ho per niente sonno, poichè è anche lunedi sera e non ho nessuna voglia di scendere in strada e mettermi in cammino. Preferisco ascoltare questa sera. La band in questione entra prepotentemente, prima nel lettore e successivamente nella mia testa. Per chi non lo sapesse trattasi più precisamente di un trio composto da Freddie Murphy, Chiara Lee e dal già noto Vittorio Demarin. Compongono brani capaci di partire dal più mero esempio della musica pop per raggiungere una meta che profuma una volta di blues e una volta di punk. Durante il tragitto vengono saltati a piè pari tutti gli ostacoli dell'in-originalità e del "già sentito" ! Frammenti di sinfonie che ricordano addirittura i Velvet Underground per la loro proprietà ammaliante. Brani che avrebbero potuto tranquillamente scrivere i Violent Femmes sotto una dose massiccia di caffè e di pasta al sugo rosso. Nulla appare così semplice come è in realtà e questa, è indubbiamente la loro arma tagliente. Apparire stratosferici senza osare troppo, affacciandosi dal bancone quanto basta per non cadere di sotto. Per un colpo di fulmine assicurato vi consiglio l'ascolto incontrollato ed impulsivo del disco, "Millhouse" è sicuramente un ottimo approccio. Concludono questo lavoro con una bellissima e stralunata ghost track, grazie alla quale dimostrano di saper illuminare anche i lati più scuri della percezione umana e chiudono ermeticamente un cerchio che brilla di luce propria. "Six Musicians Getting Unknown" è un disco senza interposizioni sgradevoli, è intrigante e delirante, utile e dilettevole... a tratti perfetto, complimenti ! Musiclub, http://www.musicclub.it/musicclub/jsp/gruppi/default_one.jsp?id_gruppo=11413190147030
Link http://www.myspace.com/reverendmurphy maledetto.it/fathermurphy
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Info Cooperativa Sociale Robert Owen San Giorgio J. (Ta) contrada Pasone,1 cooperativaowenyahoo.it 349/5012612 http://www.myspace.com/cooperativaowen
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November 21st, 2007
08:34 am - 21.11.2007 - Humanoira+The Niro, live @ VILLANOVA

Per la Rassegna di Suoni Indipendenti INTERZONE / musiche del nostro tempo, l'agenzia di Servizi per l'Arte e lo Spettacolo Artesia, l'associazione culturale :alternativa.mente: e il Villanova, presentano:
mercoledì 21 novembre c/o Taverna Villanova, in Via Basento a Pulsano (Taranto)
HUMANOIRA (Livorno) + THE NIRO (Roma) in concerto!
start: h 22.30 ingresso: 3 €
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evento caldamente consigliato dalla webzine ondarock e dal mensile di musica e concerti live music club
*** Informazioni
Humanoira (indie rock/elettronica) Humanoira nasce a Livorno nel 1999. Sin dall’inizio il gruppo decide di cantare in italiano dando forma a un rock sperimentale con influenze che vanno dal post/rock noise (Sonic youth,Tortoise) alla progressive anni 70 mescolate a intrecci di elettronica.. Le esibizioni live degli Humanoira sono sempre ad alto contenuto emotivo e lo spettatore rimane coinvolto dalla psichedelia e dai ritmi serrati e carichi di energia, trasportandolo in un viaggio senza destinazione. Nell’arco degli anni Humanoira divide il palco con numerosi artisti tra cui Giorgio Canali e Rosso Fuoco, Malfunk, Pulp-ito, Appaloosa, Monotoraki, Tonino Carotone, Aghata, Il tetro degli orrori, The Eternals , SuperSystem (ex-el guapo), Egon , Abadjour Floreal , Ten Minuts to now , Le gorille, 7 years , Bad love Experience. Nel 2007 arriva la collaborazione con Snowdonia Records con la quale il gruppo registra il suo disco d’esordio che si intitola “L’arte di sciogliere la neve”; 9 episodi in cui gli Humanoira maturano un suono in bilico tra Indie Rock e elettronica, mixato dalla consapevole mano di Aaron Jacoponi Perelli e distribuito da Audioglobe. La band: Riccardo Vivaldi (voce, basso, chitarra e loop), Davide Varriale (synt e basso), Marco Franchi (chitarra e synt e hammond) e Marco Palazzolo (batteria). Link www.myspace.com/myspacehumanoira
The Niro (songwriting) Canzoni scritte col cuore, una voce tenera e lacerante, concerti in piccoli locali, nei centri sociali, poi quella pagina su MySpace con i primi brani in rete, infine l'America. Il sogno poteva anche finire lì, dopo i sette concerti a New York, la scorsa estate. Invece il passaparola genera un fenomeno, di The Niro s'incomincia a parlare nel mondo, Francia, Germania, finché anche la grande industria alza le orecchie. Alla Universal di Londra si parla del lancio internazionale dell'italiano che canta in inglese. Negli uffici di Milano hanno stilato il contratto, lui ha già belle e pronte le dodici canzoni dell'album d'esordio, The Niro, che uscirà a gennaio. E per festeggiare, l'altra sera, The Niro si è esibito all'Alcatraz, chitarra e voce, prima del concerto di Amy Winehouse. I 35 mila che l'hanno ascoltato su MySpace (Liar e Marriage sono canzoni che restano incollate addosso come "Grace" di Jeff Buckley) non si sono fatti molte domande sulle origini del cantautore. Il suo inglese non desta sospetti, l'architettura musicale è insieme umile e grandiosa, l'onestà dell'artista fuor di dubbio. Irlandese, scozzese o californiano, che importa? In realtà è italianissimo, romano di Roma, quartiere Capannelle, ha 29 anni, si chiama Davide Combusti. Nel 2002 suona in una band che si chiama The Niro, quando il gruppo si scioglie, a lui restano il nome e la determinazione. Nel 2004 la band apre il concerto dei Gang, l'anno dopo Davide suona prima di Sondre Lerche al Circolo degli Artisti. La credibilità se la conquista sul campo, concerto dopo concerto. Il primo marzo 2006, lo invitano a suonare prima dei Deep Purple al Palaghiaccio di Marino. The Niro ha già partecipato al disco tributo a Belle and Sebastian, a Boston ha preso parte a una trasmissione radiofonica in memoria di Elliott Smith (il cantautore morto nel 2003 in circostanze mai chiarite, un suo idolo), Chris Hufford, il manager dei Radiohead, l'ha voluto nel progetto "Anti Altlas", pubblicato dalla One Little Indian di Björk, l'etichetta che avrebbe voluto scritturarlo (anche la Emi e la Sony erano interessate). A gennaio uscirà il suo primo disco "The Niro" prodotto dalla Universal. Il sogno di The Niro, da My Space al mondo. Il ragazzo italiano approda alle major. La band: Davide Combusti (voce e chitarra), Maurizio Mariani (basso) e Paolo Patrizi (batteria).
Link www.myspace.com/theniro www.theniro.com
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May 10th, 2007
01:58 pm - PRE.CURSORI - Rassegna delle Culture Giovanili nella Provincia di Taranto Nel rispetto della linea di tendenza adottata dalla Regione Puglia con il Programma per le Politiche Giovanili Bollenti Spiriti ed aderendo al Progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Settimana dell’Arte – IX Edizione
L’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Taranto, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Taranto, l’Associazione Culturale :alternativa.mente:, l’Associazione Sportiva, Dilettantistica e Culturale San Martino, presenta: PRE.CURSORI
Rassegna delle Culture Giovanili nella Provincia di Taranto
PRE.CURSORI è una grande bolla culturale che decide di posarsi sulla Provincia di Taranto per mostrare in trasparenza le nuove possibilità e i nuovi modi di guardare la realtà, traendovi delle forme d’arte consapevoli della modernità, indagatrici di un presente sempre più complesso e sfaccettato. PRE.CURSORI privilegia un approccio all’arte slegato da provincialismi e con lo sguardo puntato verso altri Paesi & culture, attento alle nuove tecnologie, metodologie e forme espressive. PRE.CURSORI fotografa un modus operandi proiettato verso un futuro visto come sfida grande e meravigliosa, piuttosto che con quel timore reverenziale che spaventa i tradizionalisti e nostalgici del passato. PRE.CURSORI non nega la tradizione, liberandola finalmente da un modo ormai statico, scontato e lineare di intenderla, ed evidenziandone ogni rappresentazione originale e insolita.
PRE.CURSORI nasce dalla volontà di restituire lo spazio, il luogo ed il tempo a chi, in molti casi, messo all’angolo da un sistema socio-culturale obsoleto abbandona la città di nascita, per esprimere altrove la propria creatività.
PRE.CURSORI ha il preciso obiettivo di iniziare a fertilizzare un terreno che offra a Taranto la possibilità di emergere non solo ed esclusivamente per dissesti economici, criminalità, inquinamento urbano, inadeguatezza delle infrastrutture e disoccupazione, ma anche per altro, rendendola a poco a poco, una realtà capace di produrre e proporre espressioni artistico-culturali originali e al passo con il resto dell’Europa.
PRE.CURSORI 2007 viene ospitata nelle Case della Cultura (la Galleria Comunale del Castello Aragonese e il Chiostro di San Michele), le cui porte si apriranno ai visitatori per mostrare le molteplici espressioni/rappresentazioni in atto. All’interno delle Stanze dell’Arte, la collettiva di pittura & fotografia, che ospita espositori locali e nazionali, contestualizzerà la proiezione di cortometraggi e l’elaborazione di suoni in tempo reale; la lettura del portfolio fotografico si alternerà ai reading di letteraratura; le installazioni sonore, la street-art e la video-arte proseguiranno naturalmente nella realizzazione estemporanea di un fumetto; seminari sul teatro moderno daranno l’input a vere e proprie rappresentazioni. Una delle giornate della rassegna, ospitata alla Taverna Villanova, verrà interamente dedicata ad uno degli spunti più interessanti offerti dalla cultura giovanile: la musica rock, di cui si faranno interpreti, nelle sue diverse sfaccettature, otto gruppi di Taranto e provincia.

Calendario degli Eventi
LUNEDI 7 MAGGIO, Sala Conferenze (Provincia di Taranto) ore 10.30 Conferenza stampa di presentazione di PRE.CURSORI – Rassegna delle Culture Giovanili nella Provincia di Taranto
GIOVEDI 10 MAGGIO, Casa Cappellari (Martina Franca) ore 18.00 Inaugurazione della Mostra di Arti Visive Rifrazioni,a cura dell’Associazione Sportiva, Dilettantistica e Culturale San Martino
La mostra resterà aperta sino al 20 maggio e potrà essere visitata dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17:00 alle 21:00
VENERDI 11 MAGGIO, Chiostro di San Michele (Taranto) ore 20.00 – 22.00 Seminario sul Teatro di Bertolt Brecht e letture del Maestro Carlo Formigoni (compagnia teatrale La Luna nel Pozzo), a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:
SABATO 12 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 10.00 Inaugurazione della Mostra di Arti Grafico - Visive PRE.CURSORI, collettiva che raccoglie le opere di giovani artisti italiani (pittura, scultura, fotografia, video-arte), a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:
La mostra resterà aperta sino al 20 maggio e potrà essere visitata dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17:00 alle 21:00
SABATO 12 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 10.30 – 12.30 e ore 16.00 – 18.00 Lettura del portfolio fotografico di Cinzia Busi Thompson, docente della Federazione Italiana di Fotografia, a cura del Circolo Fotografico Il Castello
SABATO 12 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 18.30 – 20.00 Fumetto & Rock, lezione/esibizione/esposizione di Enzo Rizzi e del suo Heavy Bones, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Punto A Capo
SABATO 12 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.30 – 22.30 Wake up Taranto: il presente ed il futuro della nostra città nella voce di una generazione di autori tarantini, reading del Laboratorio di Scrittura Officine Meridiane, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Punto A Capo
DOMENICA 13 MAGGIO, Chiostro di San Michele (Taranto) ore 20.00 – 22.30 Rappresentazione teatrale Il Canto dell'Aviatore, liberamente ispirato a Il Piccolo Principe, di A. De Saint Exupery, a cura della Compagnia Teatrale Le Forche
LUNEDI 14 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.00 – 22.30 Concerto di musica elettroacustica ad opera di Sin(x)Thésis, gruppo di ricerca del Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari, diretto da Francesco Scagliola
MARTEDI 15 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 18.30 – 20.00 Incontro con l’autore Omar di Monopoli (Uomini e Cani, ISBN editore), a cura dell’Associazione Culturale Il Granaio
MARTEDI 15 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.30 – 23.30 Periscopio, rassegna cinematografica di giovani autori tarantini
MERCOLEDI 16 MAGGIO, Liceo Artistico Lisippo (Taranto) A partire dalle ore 10.00 Workshop sul cortometraggio e proiezione di corti per studenti delle scuole medie superiori, a cura dell’Associazione Culturale Allelammie (Lucania Film Festival)
MERCOLEDI 16 MAGGIO, Casa Cappellari (Martina Franca) Ore 19.00 Unplugged a Quadri, un aperitivo musicale con i Leitmotiv nella cornice della mostra Rifrazioni
MERCOLEDI 16 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.30 – 23.00 PRE.CURSORI in/con/tra Cinema, rassegna di cortometraggi di registi internazionali, a cura dell’Associazione Culturale Allelammie (Lucania Film Festival)
GIOVEDI 17 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.30 – 22.30 Live set elettronici di 12deadpixels e Mark Hamn. A seguire le divagazioni free jazz di Valerio Cosi & Enzo Franchini, a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:
VENERDI 18 MAGGIO, Taverna Villanova (Pulsano, Taranto) A partire dalle ore 22.00 Indie.pendence, rassegna di band indie rock locali (Beirut, BBA, Bread Pitt, Ibrida Malez, Le Munro Apartment, Osaka Bondage, The Shoes, Sovran), a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:
SABATO 19 MAGGIO, Cooperativa Robert Owen (S.Giorgio, Taranto) A partire dalle ore 20.00 Mostra di Arti Grafico - Visive PRE.CURSORI, collettiva che raccoglie le opere di giovani artisti italiani (pittura, scultura, fotografia, video-arte), a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:
DOMENICA 20 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 18.30 – 20.00 Incontro con l’autoreStefano di Lauro (Òperé, Besa editore), a cura dell’Associazione Culturale Il Granaio
DOMENICA 20 MAGGIO, Galleria Comunale del Castello Aragonese (Taranto) ore 20.30 – 22.30 Live set elettronici di Fabio Orsi (Smallvoices), Urkuma (Bascaru) e Tubi Vuoti (Akoustic Desease), a cura dell’Associazione Culturale :alternativa.mente:

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February 19th, 2007
January 22nd, 2007
12:43 pm - Ai margini 2007 feat. Pierpaolo Leo/Urkuma + Martinick Dj-set

www.aimargini.net
STEFANO URKUMA DE SANTIS Stefano De Santis, nasce a Casarano(Lecce) il 28-05-1972, è un attivo ricercatore della musica elettronica contemporanea e del trattamento digitale del suono; ha approfondito le conoscenze riguardanti i principi fondamentali del funzionamento della nuova tecnologia digitale applicata alla musica, le attrezzature e i vari softwares professionali per la registrazione e la composizione musicale (Cubase, Reaktor, SoundForge, Audiomulch, AbletonLive, MaxMsp ecc.).
Ha realizzato composizioni strumentali, elettroacustiche, opere di teatro musicale, installazioni, presentate in rinomati festival di “nuova musica” e arte elettronica a Londra, Bratislava, Vienna, Cracovia, Varsavia, Topolò, New York, Berna, Bolzano, Roma…; il più prestigioso concerto è stato quello tenuto al «Wien Modern »(dicembre 2003), rinomata rassegna di musica contemporanea, voluta dal maestro Claudio Abbado e tenutasi a Vienna.
Attualmente svolge varie attività sia come Dj-set, Live-set, sia in sessioni concertistiche da solista, in duo, trio e con collaborazioni di vario genere con musicisti ed artisti in gran parte dell’Europa. Pubblica in tutto il mondo suoi album con lo pseudonimo di “Urkuma”. www.sanfocahotel.com http://www.myspace.com/sanfocahotel
PIERPAOLO LEO Pierpaolo Leo (o Pleo), inizia la sua attività di "musicista elettronico" con il gruppo di rock-avanguardia Les Enfantes Rouges creando sonorità granulari e aritmiche per i loro concerti. Dopo una serie di tournèe in Italia, Spagna e Francia, realizza nel 2001 l'album Before Breakin' pubblicato dalla fiorentina Audioglobe Records. Sempre con l'Enfance Rouge registra nello stesso periodo il loro disco "Rostock-Namur", curando in particolare le tracce di musica concreta. Nel 2003 pubblica, per la giapponese Neus 318 Records, il disco di sperimentazione elettronica “Automatic Guerrini”: album registrato unicamente con l’impiego di una fisarmonica filtrata al computer e che invita ad un viaggio sonoro all’interno dei suoi meccanismi.
Collabora da alcuni anni con il più apprezzato regista/video designer italiano Claudio Sinatti, (autore di video clips per artisti pop e con all’attivo collaborazioni con Christian Fennesz, Ulrich Troyer, Scanner, Pirandèlo ecc.) dando vita al progetto di improvvisazione audio visuale Dandelion Key proposto la prima volta all’interno del festival Netmage 06 (Bologna).
Pierpaolo Leo realizza softwares che auto generano composizioni elettroniche, e numerosi software di visualizzazione delle forme d'onda. www.pierpaololeo.it http://www.myspace.com/pierpaololeo
MARTINIK martinik è un tipico dj/selecter post-moderno: un fermo sostenitore dell’abbatimento di ogni barriera stilistica, dell’incontro/scontro di generi, epoche, contesti; un amante dell’incoerenza che conduce a percorsi musicali audaci, inauditi & stimolanti per il bacino come per la mente; le sue selezioni spaziano a 360° nel calderone della pop(ular) music, attingendo ai grandi nomi del pop-rock internazionale come pure alle microscopiche realtà indi(e)pendenti, senza pregiudizio alcuno; detto ciò martinik non nasconde la sua chiara predilezione per sonorità di tipo ‘60s garage, punk'n'roll, new wave, indie-rock, punk-funk, electro, underground hip hop... Current Mood: complacent
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September 10th, 2006
04:38 am - Chi abbandona un blogger è una bestia.
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August 30th, 2006
11:20 am - Canzone d'Amore - di Anne Sexton Ero la ragazza della catena di S. Antonio, la ragazza tutta discorsi di bare e serrature, quella delle bollette del telefono, la foto sgualcita e i contatti persi, quella che continuava a dire Ascoltami! Ascoltami! Mai! Mai! e cose del genere
Quella con il bavero tirato su fino agli occhi, con gli occhi blu canna di fucile, con una venuzza sulla piega del collo che vibrava come un diapason, con le spalle nude come un palazzo, con quei piedini e quei ditini, con un vecchio gancio rosso in bocca, una bocca il cui sangue gocciolava nelle regioni orrende della sua anima
la ragazza che si addormentava sempre, era vecchia come i sassi, ogni mano un pezzo di cemento, per ore e ore e poi si svegliava, dopo la breve morte, ed era tenera come, delicata come
tenera e delicata come luce in eccesso, per niente pericolosa, come un barbone che mangia o un topo su un tetto senza botole, con niente di più onesto che la tua mano nella sua, con nessun altro, nessun altro che te! E cose del genere. Nessun altro, nessun altro che te! Oh, non si può tradurre quell'oceano quella musica quel teatro quel campo di pony.

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August 11th, 2006
02:15 pm - Fratelli


 Current Music: Au Pairs - Repetition
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August 6th, 2006
12:32 pm - Vinicio Capossela - Cantine Sociali di Locorotondo (BA) Mi piace quando è sporco.








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